Italo-Spagnola

Il blog di una che ha sbagliato Nazione
mercoledì, 24 giugno 2009

Qué viva San Juan!!

Poi, la cenere ha la meglio. Assume protagonismo a spese della salsedine. Il momento esatto, lo potresti quasi ritagliare.

Il fatto è che, di notte, il mare ha un fascino immutevole. Moltiplica un falò per cento. Dai delle chitarre a mani conosciute. E avrai una festa da esportare. Tutto sommato, devo essere un po' hippie. Magari una hippie raffinata, d'accordo. Ma, in fondo, il Peace and Love si può predicare anche se i capelli ti stanno da Dio. Giusto? Poi tanto è tutto effimero, la sabbia lo sa.

L'appuntamento è alle 22.30. 23, nel linguaggio condiviso dell'integrazione. Quindi, me la prendo comoda. Faccio slalom tra gli abbigliamenti più svariati. Lo spirito della democrazia che fa convivere costumi ed eleganza. Afferro volantini. Fornisco informazioni a età svariate. E, circa due kilometri dopo, mi trovo sotto il palco di Cadena 100. Se non altro, camminare sulla sabbia fa bene.

Curioso come non ci sia nessuno, attorno alle prove dei Pignoise. La gente fa la fila ai chioschi SanMiguel. Io ho il cantante a meno di un metro. Eppure, chiunque se ne frega. Sì, qualche “Guapoooo” c'è sempre. In fondo, la sua essenza di raucedine acuta appartiene al folklore da concerto. Ma sono abbastanza certa che l'autrice l'urlerebbe anche ad un pupazzo. Lì dietro ce n'è uno, per esempio. Conficca nella sabbia la sua monogamba lignea.

“Cavolo, credevo fosse una persona!”

Invece, è una delle cose che bruceranno stasera.

In fondo non dovrebbe sorprendermi, il deserto sotto al palco. Lo spettacolo dovrebbe essere iniziato da un'ora. E invece, quelle luci, non ne voglion sapere di atmosfera. Il microfono non va. Il basso non si amplifica. Attorno all'area mixer il movimento c'è. Solo che sa già di disperazione.

Torno indietro. Altri due kilometri all'incontro multietnico con Rita. Con lei ci sono le sue coinquiline. Gli amici. I volti che litigavano una notte in nome della scelta di un locale. Siamo inglesi, italiani, spagnoli. Dopo nove mesi, l'idea non ha ancora smesso di affascinarmi.

Oggi la città intera si è riversata in spiaggia. Attorno a me, il colore degli asciugamani si alterna a ciò che ha dato nome ai chambao. Accampamenti. Gazebo. Risate. Osservo la trasformazione muta che immancabili bottiglie di Sandevid esercitano sulle espressioni facciali. Che, in fondo, mica è un caso se lo inneggerà pure il dj. Alcol, alcol, alcol, alcol, hemos venido a emborracharnos...tutto un revival del carnevale di Cadiz. Ma in meglio.

Perchè stasera, sulla malagueta, l'ebbrezza è leggera ed allegra. Come l'estate che è appena iniziata. Come gli esami che stanno finendo. In sintesi, come lo spirito di chi vive San Juan.

“Guarda: hanno aspettato noi per cominciare!”
E a mezzanotte in punto, le prime note alzano tutti in piedi. Ce l'hanno fatta. Stendiamo i nostri asciugamani sulla sabbia. Brindisi di rito. E la festa può iniziare davvero.

Le rispetto tutte, le tradizioni di San Juan. Scrivo i miei desideri su un foglietto, senza che nessuno veda. Li getto con fare solenne nel fuoco più alto di tutti. E poi corro in acqua, a lavare via il vecchio e far entrare il nuovo. Beh, in realtà soltanto dai piedi.

Intendiamoci: io mi tufferei sul serio! Fa un caldo esagerato. E il mare, di notte, esercita un fascino immutevole. Mi tufferei, come le tipe grassocce che si schizzano in deliri di euforia. Come l'uomo attempato che non ci pensa due volte a far sfoggio delle proprie nudità. Mi tufferei, sì. Solo che i miei compagni d'avventura si limitano ai piedi. E, se ci si aggiunge che per nulla al mondo lascerei alla sabbia la mia gonna nuova, paso.

In fondo, ci si diverte comunque. Poi, se i desideri si avverano, tornerò in Spagna ogni anno a formularne di nuovi. Questo è chiaro. Nel frattempo, dj Pulpo alterna Zapatillas a Caminando por la Vida di Melendi.

Scambio di occhiate con Rita.

“Ho un sacco di voglia di ballare!”

postato da ilariadot alle ore 22:02 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: spagna, cronache, festa, spiaggia, erasmus, malaga, san juan



Commenti
#1    24 Giugno 2009 - 22:48
 
....il mio spirito hippy chiamaaaa!
voglio anch'io una festa de San.Juan!!!!!!!
mi spieghi quella del nome dei Chambao...che non la so!
e come è prassi....bellissimo post!
besitos
kit
utente anonimo

#2    25 Giugno 2009 - 00:29
 
"chambao" è un vocabolo prettamente malagueño con cui si indica un riparo montato sulla spiaggia, a metá tra la tenda e il gazebo, sotto il quale la gente si ritrova a suonar la chitarra, far faló, etc. :)
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