La città, oggi, è un luogo tetro. Irreale nel giallo dei lampioni. Passi che rimbombano solenni in mezzo alle serrande chiuse. Non c'è nessun'altro in giro, solo noi. Sembra quasi un film. Forse un thriller. Magari, invece, uno del terrore. D'altronde, solo a me poteva venire in mente di festeggiare il mio addio una domenica sera.

A ben vedere, però, così è anche meglio. L'atmosfera si sposa col mio stato d'animo. Triste. E allora, guarda i rivoli per terra. Non è acqua che pulisce, sono lacrime per me.
“Tiene un cigarro?”, mi danno del lei delle ragazzine che non superano i tredici. Mi sento materna. Dislivello tra frase e età. Sto zitta, però. In plaza Uncibay, un cartellone de El Canto del Loco mi sussurra indiretto il suo Hasta Luego. Alla fermata del bus, Buenafuente sorride formato pubblicità.
Distraiti.
Niente. L'Urbano è chiuso. Non ci sono alternative, d'altronde è domenica sera. Finiamo tutti quanti all'Irish Pub. Tra le molte disdette, sono in mezzo a due emblemi. I primi mesi, con Daniela, Francy, Gaia. Gli Ultimi, con Grace, Jhonny, Patri. Al collo mi penzola una collana fatta dalla mia coinquilina. “Per me una guinness”. Poi, chupitos di cigliegia.


E' una di quelle sere in cui tutto rappresenta qualcosa.
E allora, l'idea. Credevo che il video solo non si vedesse. Avevo già visualizzato montaggi opportuni con Media Maker. Invece, non si sente neppure.
Pazienza. I blog esistono anche per fermare gli attimi. Aspirante giornalista, intervistavo in un questito solo.
Dimmi un ricordo di me.
E allora per qualcuno sono quella che mangia sempre. Per altri la De Filippi ad una festa di compleanno strana. C'è chi mi ricorda come coinquilina. Chi lega il mio nome a un gruppo musicale. Chi sostiene che, se si esce, non la smetto di ballare mai.

Non lo do a vedere, eppure mi commuovo. E' come se il giallo di quei lampioni mi avesse reso vera la realtà. Io sto per partire. Sono i miei ultimi due giorni a Màlaga. Continuo a ripetermi in malinconia. Più di un mese che ci penso. Magari sono monotona, lo so.
Ma continuavo a concepirlo come orizzonte lontano.
Tornare a casa e trovare valige, ecco, quello ha il potere di cambiarmi prospettiva.
E il magone non si attenua, se trovi nello zaino il braccialetto rotto preso da un vù cumprà.
Avevo desiderato quest'Erasmus.
Ora dovrò pensare che altro chiedere al Destino
