Italo-Spagnola

Il blog di una che ha sbagliato Nazione
giovedì, 25 giugno 2009

Agua, coca cola, cervezaaaa...

Sto elaborando interessanti teorie sui venditori ambulanti di bibite in spiaggia. Sì, insomma: quegli strani individui che tendono a svegliarti in cantilene ogni volta che ti assopisci sulle note dell'ipod. Davvero, credo che siano pure loro un universo a parte. Se non altro perchè vorrei sapere dove diavolo trovino quei cappelli in paglia. Forse glieli vende Indiana Jones. Vabbé.

Il fatto è che li ammiro. Voglio dire, chi sarebbe disposto a passare la giornata intera sotto i quaranta gradi dell'impietoso sole di Màlaga? Chi ripeterebbe costantemente le stesse parole? Dev'essere davvero uno dei lavori più faticosi del mondo. Mica come fare la modella di mani e piedi per i cataloghi di cosmetica e scarpe! Quella sì, che è stata un'illuminazione! Me l'ha data la Revista 40, in una bella rubrica sui lavori strani. Non sei obbligata ad essere strafiga. Tanto, faccia e corpo non si vedono neppure. I requisiti, per le donne, sono avere un 37. Oppure mani piccole, con le dita magre e le unghie lunghe. Della serie: sono io, capite?! Continuo a leggere, vagamente incuriosita. Pare che per una mattinata di foto, 4 ore soltanto, ti diano la bellezza di 450 euro. Cioè, cavolo, ditemi dove bisogna fare domanda! Io ci vado anche ora e camminando sulla testa. Sulle mani no, ovvio, sennò si rovinano e non mi prendono più.

Comunque. Stavo parlando dei venditori di bibite. Sono quasi certa che, quando tornano a casa, parlano con la stessa cadenza con cui promuovono i loro prodotti. Poi la moglie gli dice che c'è per cena. E loro: “ e da bere? Fanta, coca cola, agua, cerveza, fresquita la cerveza?”. A dire il vero, penso anche che per la maggior parte siano separati.

Tutto questo per insinuare subdolamente nelle vostre coscienze il fatto che sono abbronzata. E ne vado pure immensamente fiera! Specie perchè al centralino Ryan Air mi ha risposto un uomo gentile. Cinque secondi, dati corretti nell'archivio. Ristampa e “buon volo!”. Insomma, tutto sistemato. Ora non mi resta che trovare il modo di portare il pacchetto alla sede del Correos.

Uhm. Una cosa per volta. Mi sa tanto che ci penserò domani. E anche se non c'entra, vi delizio con un video della Noche de San Juan.

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categoria: spagna, cronache, spiaggia, erasmus, malaga


mercoledì, 24 giugno 2009

Qué viva San Juan!!

Poi, la cenere ha la meglio. Assume protagonismo a spese della salsedine. Il momento esatto, lo potresti quasi ritagliare.

Il fatto è che, di notte, il mare ha un fascino immutevole. Moltiplica un falò per cento. Dai delle chitarre a mani conosciute. E avrai una festa da esportare. Tutto sommato, devo essere un po' hippie. Magari una hippie raffinata, d'accordo. Ma, in fondo, il Peace and Love si può predicare anche se i capelli ti stanno da Dio. Giusto? Poi tanto è tutto effimero, la sabbia lo sa.

L'appuntamento è alle 22.30. 23, nel linguaggio condiviso dell'integrazione. Quindi, me la prendo comoda. Faccio slalom tra gli abbigliamenti più svariati. Lo spirito della democrazia che fa convivere costumi ed eleganza. Afferro volantini. Fornisco informazioni a età svariate. E, circa due kilometri dopo, mi trovo sotto il palco di Cadena 100. Se non altro, camminare sulla sabbia fa bene.

Curioso come non ci sia nessuno, attorno alle prove dei Pignoise. La gente fa la fila ai chioschi SanMiguel. Io ho il cantante a meno di un metro. Eppure, chiunque se ne frega. Sì, qualche “Guapoooo” c'è sempre. In fondo, la sua essenza di raucedine acuta appartiene al folklore da concerto. Ma sono abbastanza certa che l'autrice l'urlerebbe anche ad un pupazzo. Lì dietro ce n'è uno, per esempio. Conficca nella sabbia la sua monogamba lignea.

“Cavolo, credevo fosse una persona!”

Invece, è una delle cose che bruceranno stasera.

In fondo non dovrebbe sorprendermi, il deserto sotto al palco. Lo spettacolo dovrebbe essere iniziato da un'ora. E invece, quelle luci, non ne voglion sapere di atmosfera. Il microfono non va. Il basso non si amplifica. Attorno all'area mixer il movimento c'è. Solo che sa già di disperazione.

Torno indietro. Altri due kilometri all'incontro multietnico con Rita. Con lei ci sono le sue coinquiline. Gli amici. I volti che litigavano una notte in nome della scelta di un locale. Siamo inglesi, italiani, spagnoli. Dopo nove mesi, l'idea non ha ancora smesso di affascinarmi.

Oggi la città intera si è riversata in spiaggia. Attorno a me, il colore degli asciugamani si alterna a ciò che ha dato nome ai chambao. Accampamenti. Gazebo. Risate. Osservo la trasformazione muta che immancabili bottiglie di Sandevid esercitano sulle espressioni facciali. Che, in fondo, mica è un caso se lo inneggerà pure il dj. Alcol, alcol, alcol, alcol, hemos venido a emborracharnos...tutto un revival del carnevale di Cadiz. Ma in meglio.

Perchè stasera, sulla malagueta, l'ebbrezza è leggera ed allegra. Come l'estate che è appena iniziata. Come gli esami che stanno finendo. In sintesi, come lo spirito di chi vive San Juan.

“Guarda: hanno aspettato noi per cominciare!”
E a mezzanotte in punto, le prime note alzano tutti in piedi. Ce l'hanno fatta. Stendiamo i nostri asciugamani sulla sabbia. Brindisi di rito. E la festa può iniziare davvero.

Le rispetto tutte, le tradizioni di San Juan. Scrivo i miei desideri su un foglietto, senza che nessuno veda. Li getto con fare solenne nel fuoco più alto di tutti. E poi corro in acqua, a lavare via il vecchio e far entrare il nuovo. Beh, in realtà soltanto dai piedi.

Intendiamoci: io mi tufferei sul serio! Fa un caldo esagerato. E il mare, di notte, esercita un fascino immutevole. Mi tufferei, come le tipe grassocce che si schizzano in deliri di euforia. Come l'uomo attempato che non ci pensa due volte a far sfoggio delle proprie nudità. Mi tufferei, sì. Solo che i miei compagni d'avventura si limitano ai piedi. E, se ci si aggiunge che per nulla al mondo lascerei alla sabbia la mia gonna nuova, paso.

In fondo, ci si diverte comunque. Poi, se i desideri si avverano, tornerò in Spagna ogni anno a formularne di nuovi. Questo è chiaro. Nel frattempo, dj Pulpo alterna Zapatillas a Caminando por la Vida di Melendi.

Scambio di occhiate con Rita.

“Ho un sacco di voglia di ballare!”

postato da ilariadot alle ore 22:02 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: spagna, cronache, festa, spiaggia, erasmus, malaga, san juan


sabato, 28 marzo 2009

In fondo, la siesta non è una cattiva idea.

 

(Post in differita. Data di realizzazione: ieri)

 

Lo desideravo da un bel po': ecco il perchè della scossa elettrica.
Mi attraversa il corpo alle nove del mattino. Esorta a scendere dal letto. E poi, via, di corsa verso trecento mansioni.

Così, bestemmio contro il mouse nella stesura di un articolo. Attendo nervosa le sessanta fotocopie. Mi tratto egregiamente cucinando calamari. Tutto di fretta, però. Tutto con il cuore in gola. E' che mi sono fatta una tabella di marcia, accidenti. Ho degli orari da rispettare. Il mio obiettivo già aspetta a dieci minuti da qui.

Sì. Perchè oggi me ne frego, delle nuvole. Se voglio la spiaggia, spiaggia sarà. Allora fingo che il variabile dipenda dalle lenti scure. Fischietto “la suerte de mi vida”. Ed attraverso rapida il Paseo del Parque. Sono così immersa nella mia soddisfazione che quasi sobbalzo quando mi raggiunge un “Ciao”.


Con Laura, Rita & Co

Cavolo! Ma lo sai che non ti avevo riconosciuta?”
E' Laura, la napoletana con cui condividevo risate quando ancora viveva assieme a Rita. Non c'è bisogno di chiamare, per trovare compagnia. Gli erasmus, alla Malagueta, ci vanno appena scorgono un po' di calore. Lei, ad esempio, vi si sta dirigendo assieme a due ragazzi mai visti.

Tu di dove sei?”
“Di Monfalcone.”
“Noooo, non ci posso credere! Io sono di Udine!”
“Io di Sacile!”


Cioè,a quanto pare, il Friuli Venezia Giulia ha deciso d'invadere la città. Bene. Molto bene. In questo modo potrò coltivare conoscenze durature. Fuggire un po' dalla depressione post-erasmus. Che ne so. Quando propongono di aggregarmi a loro, già pregusto un lungo dialogo di esperienze comuni.

Invece non calcolo un'innata letargia.

Già. Perchè mi basta adagiare l'asciugamano sulla sabbia per cadere di botto in un sonno profondo. Non ricordo altro. Solo che la siesta non è una brutta idea.

Riprendo coscienza dopo circa due ore. Vago sottofondo di qualcuno che progetta viaggi verso il Nord. E' allora che la mente si illumina in progetti strani. Ad esempio, un lungo viaggio dopo gli esami di Giugno. In fondo, anche se non avrò l'appartamento, potrei sempre appoggiarmi a qualche ostello. Accidenti, suona proprio bene. Come diavolo ha fatto a non venirmi in mente prima?

Apro leggermente gli occhi. Scorgo il profilo di una scritta beige sopra al rumore delle onde. A dire il vero, potrei trovarmi un lavoro. Restare qui ad oltranza. Essere felice.

Poi mi riaddormento. Rimane un'idea fugace. Forse ubriaca di sole. Non posso mollare tutto. Non foss'altro perchè il mio anti-conformismo non vuole dare ragione a chi l'immaginava.


Voi italiani amate proprio tanto la Spagna”
“No, non siamo 'noi italiani': sono io.”

E poi dovrei pensare alla laurea. Trovarmi un relatore. Un argomento. Far qualcosa. In fondo non ho dubbi sulla mia carriera. Anzi, ne sono sempre più sicura ogni giorno che passa. E' solo che ogni tanto io mi sento in Paradiso. Vorrei essere capace di non complicare tutto – ma lo faccio- con i piani per domani.

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lunedì, 10 novembre 2008

Fare finta che sia ancora estate

 Vorrei sapere chi ha avuto la brillante idea di organizzare un ritrovo erasmus in spiaggia. Ieri. Il 9 Novembre. Che poi, si sa: alle cinque il cielo azzurro ha posto ormai persino per la luna. Il freddo si improvvisa artista disegnando pelle d'oca. E a te tocca percorrere tutte le tappe dell'inevitabile processo di strati vestuari. Costume. Maglietta a maniche corte. Maglietta a maniche lunghe. Felpa. Giubbotto. Segue, in mezzo ai brividi, un “vi prego, andiamo via!”.


Playa de la Malagueta, poco più di un mese fa.

Il termometro segna diciassette gradi. Attorno a te, tutti passeggiano beati in costume. Sarà che sono in maggioranza tedeschi ed inglesi. Facce note, manco una. I connazionali – in netta maggioranza – hanno dato forfait. Il punto, però, è che loro si tuffano come se niente fosse. Nuotate. Flash. Se non hanno il costume, fanno sfoggio della biancheria. E se ne fregano, se è incredibilmente spaiata di colori assurdi. Un'anglofona sovrappeso è riuscita ad abbinare slip verde acido con un reggiseno fucsia. Uno dei suoi amici fa il bagno in boxer bianchi, incurante del fatto che poi gli si veda tutto. Boh. Un po' li invidio. Io, forse, ho troppo senso del pudore. Comunque sia, mi fanno sentire un po' scema. Insomma, dai: tremo con una giacca in pelle! Quanto meno, sembro un elemento alternativo.

In sintesi, il pomeriggio trascorre tra abbiocco, cuffie, e tentativi di studio. Dietro di noi, lettere giganti formano la parola “Malagueta”. Un uomo su una specie di veicolo volatile (notare, prego, l'alliterazione) accompagna il rumore del motore con un “hola”. E ancora non lo so, chi abbia avuto l'idea.

Però, questa mattina mi sono svegliata. Ho guardato compiaciuta il mio viso arrossato. Ed ho pensato che, sì: a ben vedere, abbronzarsi a Novembre è sempre un valido motivo.



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categoria: spagna, cronache, spiaggia, erasmus, malaga


martedì, 22 luglio 2008

Una proposta...

Sia chiaro sin da ora: non proverò ad organizzare altri weekend al mare.
E' solo che la bistratto, la mia terra. La rinnego. Eppure anche lei ha qualcosa da offrire. Questo, ad esempio:

E' la baia di Sitiana. E, nelle notti estive, si fa culla della movida giuliana.

Discoteche sulla spiaggia. Aperitivi. Chioschi affollati sino a notte fonda. Il tutto, concentrato in pochi metri. Il tutto, tranne poche eccezioni, a ingresso libero.

Un servizio di bus navetta garantisce gratuitamente i collegamenti con le città del circondario. Le corse arrivano sino alle quattro del mattino, pronte a evitare problemi da alcol-test.


Cohiba Cafè...


...e discoteca Cantera

Insomma: io non proverò a organizzare altri weekend al mare.

Ma guardate questo sito. Lasciatevi incantare. E, se poi vorrete venire a trovarmi, basta che mi avvisiate con un po' di preavviso.

In fondo, Agosto è un lungo mese...

postato da ilariadot alle ore 16:24 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: spiaggia, discoteca, sistiana


martedì, 10 giugno 2008

Vamos a la Playa?

Periodo: inizio Luglio, dopo la sessione d'esami. Il weekend del 4 potrebbe andare bene. Location probabile: Liguria.  Auto disponibili: attualmente, due.

Accolgo con piacere l'iniziativa di Ciolf..ehm, di Francesco. E vi propongo qualche giorno assieme al mare. Due o tre, dipende dai vostri impegni.

Se aderite, basta commentare. Se avete dubbi, richieste o idee, basta commentare.
Se mettete a disposizione l'auto, basta commentare.

Insomma: commentate. Anche se mari l'avete già fatto a voce. In fondo, si sa: scripta manent. E poi così è più facile contare quanti siamo.

Io, nel frattempo, comincerò già a sognare il sole.

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Aggiornamento di Martedì 8 Luglio 2008:
L'appuntamento è per Sabato 12, alle ore 11.00, in Piazzale Santa Croce (Parma).
Si dorme in macchina, oppure in spiaggia dopo una notte brava.

Chi c'è c'è, e chi non c'è...peggio per lui!

 

 

postato da ilariadot alle ore 21:50 | Permalink | commenti (84) / commenti (84) (pop-up)
categoria: avvisi, spiaggia


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